La più famosa e affascinante maratona del Mondo...!!!

domenica, 4 novembre 2007

Anche questa volta è stata una delle esperienze più belle e affascinanti che sono riuscito a portare a termine. Trascorrere sei giorni in America, ma soprattutto a New York è qualcosa che si augura a tutti, soprattutto in questa vita terrena.... Il tutto è iniziato un giorno di Giugno, quando al mio solito passo a salutare l'amico Francesco D’angelo nel suo magazzino, dopo le solite chiacchiere sul tipo d'allenamento che stavo facendo durante la settimana, m'invitò a partecipare ad una maratona. Lì per lì, con mia poca esperienza, ma come solito, pronto alle sfide, di tutta risposta gli dissi: vuoi invitarmi ad una maratona? La mia prima maratona? Allora dobbiamo andare a quella di New York! Se devo fare sacrifici in allenamenti e penarmi sull’alimentazione ne deve valere la pena..... Così è nato il progetto Maratona di NY, dopo poco tempo e soprattutto realizzando cosa mi attendeva, sono incominciati gli allenamenti, il primo di Luglio. Francesco in questo era più avvantaggiato, anzi certamente avvantaggiato, basti pensare che a fine Giugno aveva già percorso circa settecento chilometri...!!!! E aveva fatto allunghi di cinquanta chilometri....!!!!! Che per gli addetti al settore Francesco, di problemi non aveva proprio Però nonostante tutto il suo allenamento è continuato fino all’ultima settimana prima della partenza. Infatti, la costanza e la professionalità sono le parole che racchiudono l’idea dell’allenarsi in Francesco. In ogni caso, nonostante degli stop agli allenamenti, per via della mia esperienza sulla Cervino e gli stage di sci fatti sullo Stelvio, sono riuscito ad arrivare all’ultima settimana con ottimi risultati, che mi avevano rassicurato sull’esito della maratona. Così siamo partiti il mattino del primo Novembre e atterrati nel pomeriggio all’aeroporto del New Jersy, immediatamente ci siamo accorti che eravamo in un altro Mondo..... Dopo aver preso possesso della camera e sistemato le valigie nel nostro albergo, collocato nel centro di Manattan, siamo usciti di corsa sulle strade cittadine. Il primo luogo dove ci siamo diretti è stato Times Square, è abbiamo capito subito in che mondo stavamo per vivere la nostra esperienza. Il mattino successivo alzati di buon ora, anche se ci veniva facile visto il fuso orario, abbiamo incominciato un piccolo allenamento giusto per sgranchirci le gambe dopo le ore di viaggio in aereo. Correndo per i marciapiedi e stando attendi ai semafori, ci siamo ritrovati nel tempio del jogging per i cittadini di New York, il Central Park, il parco cittadino più conosciuto al mondo, dove sono stati girati i più famosi film hollywudiani ,dove si possono trovare diversi laghi artificiali, dove solo il calpestio del selciato suscita emozioni, e infine dove c’è il mitico traguardo della maratona. Arriviamo al mitico giorno della gara, sveglia notevolmente di primo mattino, colazione e poi subito sui pullman assegnati per essere portati alla partenza. Consegna dell’abbigliamento di ricambio da ritrovare poi all’arrivo sui famosi camion dell’Ups , rigorosamente numerati. Ci posizioniamo ai cancelletti di partenza in base al numero di pettorale e in 38.0000 aspettiamo il boato del colpo di cannone che ci annuncia l’avvenuta partenza. E da qui inizia l’avventura i primi chilometri li facciamo sul ponte di Verrazano correndo letteralmente sopra un manto di tute e di felpe abbandonate dopo essere state tenute addosso fino all’ultimo momento, se non dopo la partenza, visto le basse temperature (poco sopra gli otto gradi) durante al’attraversamento dei ponti. L’emozione sale sempre più quando incominci a correre per le strade dei quartieri più famosi per esempio il Queens ,Manhattan, Bronx e Harlem, dove ritrovi un pubblico così entusiasta della tua presenza e della performance che ti da una carica e una stima personale indimenticabile. La mia corsa ha avuto un momento difficile quando attraversando il ponte di Queensboro (nome per me indimenticabile), ho avuto un risentimento al ginocchio destro. Costringendomi a ricorrere più volte alle cure ai vari posti medico dislocati lungo il percorso. Ma la voglia e la determinazione di terminare la gara fino al traguardo era così tanta che è stato facile per me trattenere il dolore, camminando a volte su lunghi tratti, ricominciando nella corsa dove potevo fino all’arrivo in Central Park, a quel punto sapevo che il traguardo era vicino ho stretto i denti fino a godermi a pieno l’emozione di tagliare il traguardo. Anche per Francesco le cose non sono andate proprio lisce lisce, infatti partendo con un pettorale notevolmente alto ha fatto fatica a prendere il ritmo, ma soprattutto trovare lo spazio per poter correre. Ma non mollando è riuscito a chiudere la sua prima maratona, realizzando il suo grande sogno. Ci siamo ritrovati in albergo, raccontandoci le sensazioni e le emozioni provate, concordando che non passerà molto tempo per iscriverci di nuovo.