In cima al Vulcano Attivo più alto d'Europa....

domenica, 1 giugno 2008

Confermato l’attivismo del C.A.I di Lagonegro raggiunto il cratere centrale dell’Etna a quota 3250 metri d’altezza. Il primo giugno un nutrito gruppo di soci, molti facenti parte del Soccorso Alpino Basilicata nella stazione Sirino-Alpi, è partito alla volta dell’Etna o Mungibeddu (in siciliano) con i suoi 3300 metri d’altezza e un diametro di 45 Km compreso tra Messina e Catania. La spedizione raggiunto il rifugio Sapienza, si è incamminata per i sentieri inerpicati e sabbiosi, tra crateri e fumaioli di passate eruzioni in uno scenario apocalittico e quasi lunare. Ben presto il gruppo staccava la moltitudine di turisti e si avviava solitaria ed in fuga come: "Un uomo solo al comando" celebrava Mario Ferretti, in una perfetta fila indiana a raggiungere in meno di quattro ore la sommità del Mongibello. Il forte odore di anidride solforosa non ha impedito al gruppo di sporgersi e di sbirciare all’interno delle viscere del vulcano. Molto suggestivo ed emozionante il passaggio fra i crateri in quota, su terreni resi completamente gialli dallo zolfo. La discesa è stata affrontata in velocità, correndo sul ciottolato effusivo, mentre in lontananza l’Etna salutava gli escursionisti con due forti boati. Disarmante e incantevole la vista della Valle del Bove, un deserto di rocce effusive e di completa solitudine. L’intero trekk è durato circa 15 chilometri, sviluppando 900mt. di dislivello in ascesa, il tutto è stato realizzato in sette ore di cammino. Rientrati al rifugio Sapienza, gli escursionisti lucani si sono rifocillati con un ottimo cannolo siciliano, con ricotta di capra e pistacchio. Notevole è stata anche la serata trascorsa in ristorante, tra degustazioni eno-gastronomiche offerte dalla ridente cittadina di Nicolosi. Il giorno successivo il gruppo ha visitato la stupenda Taormina, passando da una splendida montagna ad un fantastico mare. Il clou della giornata, l’incontro con la bella ex miss Italia Denny Mendez, ripagando così a pieno lo sforzo fisico patito sull’Etna per la maggior parte dei trekkers. I dovuti ringraziamenti vanno fatti a Fabio Limongi per l’ottima organizzazione e per la logistica, mentre per l’apporto ricevuto si ringrazia Giovanni Signorello un amico del Soccorso Alpino Siciliano.